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Tehran, Kashan, Esfahan, Yazd, Shiraz



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Periodo: fine dicembre
Durata: 9 notti
Temperatura: min -3°C - max 16°C
Moneta: Rial iraniano

LA CAPITALE TEHRAN

Milad Tower, il Bazar, Palazzo del Golestan

All'arrivo all'aeroporto Imam Khomeini è necessario sbrigare le formalità di frontiera che durano circa 1 ora. Una volta ritirati i bagagli è possibile acquistare una SIM iraniana presso un chiosco all'interno della sala arrivi al costo di circa 15€. L'unico modo per raggiungere la città è prendere un taxi: ce ne sono diversi in attesa appena fuori dall'aerostazione. Con circa 20€ raggiungiamo il centro città su un taxi veramente sporco, purtroppo in Iran capita spesso. Tehran è una città immensa, gli abitanti usano correntemente una suddivisione Nord-Sud e andare da una zona all'altra della città è spesso un lungo viaggio tra traffico caotico e mezzi pubblici sovraffollati. Il nostro tour nella capitale iraniana inizia dalla Milad Tower che si trova a Teheran Nord. Non è facile da raggiungere per noi che partiamo dal sud della città: prendiamo un taxi, due metro (fino al capolinea della linea rossa), facciamo un pezzo a piedi attraversando un bel parco e di nuovo un taxi, fino alla Torre. Il Nord di Teheran è molto bello rispetto al resto della città: ci sono belle case, negozi e l'ambiente è ben curato e pulito.



Bello l'interno e bella la vista dalla Torre (la sesta torre di telecomunicazioni più alta al mondo) sullo skyline della città, al costo di circa 5€.


      



Prendendo un taxi fino a piazza Khomeini e successivamente un taxi collettivo, visitiamo il Bazar. Il taxi collettivo lascia proprio all'ingresso del Bazar, che è molto bello e ci si trovano tanti tipi di prodotti, soprattutto spezie e frutta secca.




All'uscita del Bazar andiamo al Palazzo del Golestan, poco distante. C'è più di un biglietto da poter scegliere: noi scegliamo il biglietto da circa 9€ che include la visita del giardino e del bell'esterno del palazzo.



      


Il biglietto include anche la visita della sala del trono. Vi si accede tramite un elegante portone da cui si accede ad una scala.



La sala è molto bella: è interamente rivestita di specchi che creano un bellissimo effetto ottico. Il trono è in alabastro giallo. Peccato non poter fare foto all'interno. Concludiamo la visita di Tehran con una passeggiata nella zona dell'ambasciata italiana, zona ricca e ben tenuta.


KASHAN

Le traditional house persiane

Prendiamo un taxi direzione South Terminal e-Jonoub, l'autostazione nel sud di Teheran. Appena scesi ci assaltano offrendoci i bus per varie città ma noi sappiamo già cosa fare: entriamo nell'autostazione e facciamo il biglietto per Kashan con il Vip Bus, una categoria di bus più alta. Il costo è davvero irrisorio, appena 3,50€ circa a persona per un tragitto di 250 km. Il bus è comodo, pulito e bello. La prima fermata è la religiosa città di Qom. A bordo ci offrono perfino la colazione! Arriviamo in mattinata a Kashan e il bus ci lascia nel mezzo di una rotatoria a Montazeri Square. Anche qui, appena scesi, mille tassisti si fermano a chiedere se vogliamo un passaggio, suonando il clacson. Ma noi saliamo in auto privata e andiamo subito a visitare il Fin Garden, uno dei giardini tipici persiani protetti dall'UNESCO. Il ticket d'ingresso costa circa 6€ a testa. La struttura è quella tipica: ampie vasche, zampilli, alberi e la tipica forma quadrangolare della struttura.


Carine anche le decorazioni della volta che sovrasta l'edificio posto sul lato corto della vasca centrale.


Usciti dal giardino ci rechiamo all'area archeologica di Sialk, a poca distanza dal centro di Kashan. Il biglietto di ingresso costa circa 4,50€ a testa e ci consente di accedere ad un piccolo museo con reperti dell'area e all'antichissimo Ziggurat, un edificio a forma piramidale che fungeva da luogo di preghiera risalente addirittura a circa 8000 anni fa.


L'area comprende anche dei resti umani dell'epoca. Complessivamente non un granchè. Usciti, andiamo a pranzare in centro, presso un hotel situato in una casa tradizionale.


Ne approfittiamo anche per guardare la città da un'altra prospettiva, salendo sul tetto.


Dopo pranzo, andiamo in centro per una bella passeggiata tra le vie di Kashan: le case sono quasi tutte con i muri in argilla e paglia. Volevamo passare per il bazar ma si è fatto tardi e non c'è il tempo. Entriamo quindi in un'altra casa tradizionale trasformata in ristorante e sala da tè. In questo caso c'è anche un'area dove vengono vendute le acque profumate tipiche, che sostituiscono i liquori. Le proviamo ma non ne siamo entusiasti... Dopo aver visitato anche un'altra traditional house (queste sono l'attrazione principale della città, insieme al Fin Garden), ci dirigiamo verso il ristorante per la cena, anche questo in una curatissima casa tradizionale.


ESFAHAN

La città "metà del mondo"

Da Kashan ci spostiamo sempre in auto verso la grande città di Esfahan. Il viaggio dura circa 2 ore e mezza, tra deserti, neve e montagne. Arrivati a destinazione, i nostri amici ci portano in un grandissimo hotel nel centro, dove pranziamo. Approfittiamo per visitare all'interno dell'hotel un fornitissimo negozio di tappeti che vende anche pezzi prodotti in loco.


La visita di Esfahan inizia con il gran bazar, tutto attorno alla grande piazza Naqsh-e Jahàn. Tutto molto bello e pulito: ogni "mestiere" si trova in un quartiere diverso. Si vendono oggetti di vario tipo, legno intagliato, argenti, rame, filigrane, oggetti tipici in genere. I prezzi molto vantaggiosi. Poi diamo un primo sguardo alla maestosa piazza, anche questa dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


Su uno dei lati della piazza entriamo nel palazzo Ali Qapu, pagando all'ingresso circa 6€. Passando per belle scalinate e stanze si giunge ad una terrazza da cui si ha una bella vista sulla piazza.


Poi rientrando in una sala e proseguendo ancora per le scale si arriva alla bellissima sala della musica (Musichall), in cui il soffitto è finemente decorato con motivi che ricordano musica e violini. Una volta fuori, torniamo nella piazza per entrare nella moschea Jame Abbasi, cioè la moschea dello Scià, al costo di 20.000 toman. Il colore predominante è l'azzurro, sia all'esterno che all'interno, con la classica struttura con un grande cortile centrale e i 4 iwan, i profondi e alti portali, in questo caso davvero maestosi e finemente decorati con motivi azzurri.


Ci rechiamo successivamente al bellissimo quartiere di Jolfa. Il quartiere è meritevole di molto tempo perché è proprio piacevole da vivere. Dedichiamo la maggior parte del tempo alla Vank, la Cattedrale Cristiana Armena. Dopo aver pagato il ticket d'ingresso di 7,50€ a testa, acquistiamo anche una audio guida in inglese a circa 3€ ed entriamo ad ammirare la magnificenza della sala principale, completamente ricoperta di affreschi che rappresentano varie scene bibliche.


Sembra incredibile che in un paese così islamico ci sia una delle più belle chiese mai viste. All'interno del complesso della Vank c'è anche il museo del Genocidio Armeno, in cui si possono vedere esempi di arte armena che raccontano la storia del popolo e un capello su cui è stata incisa una scritta. Prima di uscire vediamo anche il monumento dedicato proprio al genocidio del popolo armeno.


Appena fuori, proseguiamo la visita dei luoghi principali di Esfahan andando a vedere i due ponti più famosi: il Si o Seh Pol, che vediamo di passaggio, e il Khaju, dove ci fermiamo per fare delle belle foto.


Lo scenario è molto carino, essendo un giorno festivo molti uomini si radunano tra gli archi del ponte per cantare a cappella canzoni tradizionali, davvero molto caratteristico.



Nel pomeriggio andiamo a visitare la Jame Mosque, un'altra grande e famosa moschea della città, protetta dall'UNESCO, che sorge nel nord di Esfahan, in una zona con una grande piazza contornata da un altro bazar. Pagato il ticket d'ingresso, accediamo all'interno con il solito, maestoso, schema con il cortile centrale, i 4 iwan tutti diversi e le sale interne per la preghiera.


L'interno ha anche delle colonne lasciate rustiche.

YAZD

Torri del vento e zoroastrismo

Dal centro di Esfahan, un taxi ci accompagna alla stazione dei bus da dove partiamo con un VipBus verso Yazd. Sono oltre 300 km percorsi in circa 5 ore, ma il viaggio è comunque comodo anche se questa volta il bus è un po' meno confortevole. Appena arrivati alla stazione dei bus, fuori città, la solita orda di tassisti ci assale. Ne scegliamo uno e con lui concordiamo un prezzo unico per essere trasportati in giro per la città a vedere i monumenti principali. Hossein ci fa simpatia e un buon prezzo. Saliamo in auto, un po' sporca e scassata ma ormai siamo abituati, e andiamo verso la città. Per prima cosa Hossein ci porta al giardino di Dolat-abad, più bello del Fin Garden di Kashan. È cinto da possenti fortificazioni e all'interno ha il solito schema dei giardini persiani ma con molto più verde.



Ha un lungo viale alberato con il letto d'acqua centrale e l'edificio principale, anche se piccolino, ha delle bellissime vetrate colorate e una torre del vento, una particolare costruzione, molto diffusa a Yazd, che funge da condizionatore d'aria naturale convogliando il vento da 8 direzioni diverse su una cisterna di acqua fredda, permettendo così agli abitanti di contrastare il torrido caldo del deserto.



Usciamo dal giardino per andare al Tempio del Fuoco, nella città patria dello zoroastrismo in Iran. Purtroppo è una festività zoroastriana e il tempio è chiuso. Ripieghiamo allora sul Museo dell'Acqua, che lo stesso Hossein ci consiglia. Arrivati all'ingresso salutiamo il gentile tassista e visitiamo il museo che tramite foto e oggetti ci racconta come facessero da queste parti a recuperare l'acqua visto che siamo tra due diversi deserti: un'opera davvero difficile!


Appena fuori dal museo, all'incrocio con la strada principale, ammiriamo il complesso Amir Chakhmaq.


Poi ci dirigiamo a piedi lungo la via principale, dedicata all'Imam Khomeini, ammirando una piccola moschea.


Siamo diretti alla grande moschea di Yazd, la Masjed-e Jameh. L'ingresso è gratuito. L'interno è imponente ma un po' spoglio, nonostante le decorazioni blu siano bellissime.


Prendendo poi delle viuzze interne, che ci fanno vedere la Yazd più nascosta e affascinante, ricca di torri del vento, continuiamo la nostra passeggiata nel centro della città, passando anche dal bazar, più chic degli altri visti finora, visto che la maggior parte dei banchi è gestito da gioiellieri.



DA YAZD A SHIRAZ passando da PERSEPOLIS

Pasargade, Persepolis e il bel centro di Shiraz

Nel trasferimento da Yazd a Shiraz, circa 450 km in totale, è possibile visitare due siti archeologici dell'antica Persia: Pasargade, con la tomba di Ciro, ma soprattutto l'imperdibile Persepolis, splendido cuore della civiltà persiana. Per questo motivo optiamo per un trasferimento in auto con guida/autista che occupa una intera giornata. La strada è molto suggestiva e ci porta in mezzo ad alte e innevate montagne.

  



Lungo il cammino, dopo qualche foto ai begli scenari di montagna, facciamo una sosta ad Abarkooh, famosa per il suo antichissimo cipresso, uno degli alberi più antichi al mondo, si stima attorno ai 4000 anni. Riusciamo a fare una foto al volo ma non entriamo, visto che si dovrebbe pagare un biglietto di circa 3€ a testa.


Transitando per Surmaq, arriviamo quindi al primo sito da visitare: Pasargade, protetto dall'UNESCO, contiene la tomba di Ciro il Grande, un semplice monumento in pietra.


All'interno del sito vi sono i resti dell'antica città che fu la prima capitale del regno persiano, con la fortezza Toll-e Takht sulla cima di un colle e le rovine di due palazzi persiani con i loro giardini. Comunque nulla di così bello da vedere.


Riprendiamo l'auto e continuiamo il percorso. Facciamo un'altra fermata alle 4 tombe rupestri di Naqsh Rostam, tra cui quella di Dario I. Non facciamo il biglietto per entrare dato che si vedono già dall'esterno, risparmiamo circa 6€ a testa.


Proseguendo, dopo pochi km, arriviamo finalmente ad una delle più belle aree archeologiche mai visitate: Persepolis, meritatamente patrimonio dell'umanità. Paghiamo il ticket d'ingresso, anche qui intorno a 6€ a testa, e accediamo al sito tramite la scalinata monumentale che conduce alla maestosa e bellissima Porta di tutte le Nazioni o Porta di Serse, formata da 4 pilastri raffiguranti dei tori.


Vediamo poi la sala delle cento colonne o sala del trono, la sala del consiglio, le varie porte e colonne, ricche di stipiti e capitelli meravigliosi.


Ma soprattutto, abbiamo il privilegio di vedere la bellissima scalinata del grande palazzo detto Apadana, favolosamente decorata con bassorilievi sul marmo bianco.



Saliamo pure sulla collinetta dove sorge la tomba di Artaserse III (anch'essa scavata nella roccia) e ammiriamo l'intero sito dall'alto, al tramonto: una visione d'insieme suggestiva e spettacolare che rende l'idea dello splendore dell'antica civiltà persiana.


Percorrendo altri 55 km circa lungo la strada 65, da Persepoli si giunge a Shiraz, grande ed elegante città. Il centro, non molto esteso, è visitabile tranquillamente a piedi. Noi iniziamo dal Mausoleo di Shah Cheragh, che ospita le tombe dei fratelli Ahmad e Muhammad. L'ingresso è gratuito e uomini e donne entrano da ingressi separati per poi ricongiungersi all'interno. Alle donne viene fatto gentilmente indossare il chador. Appena entrati ci dicono che se vogliamo possiamo essere accompagnati gratuitamente da una guida. Accettiamo e una gentile studentessa universitaria ci introduce ai vari edifici e alla simbologia. All'interno c'è un grande cortile quadrangolare da cui si può accedere a tutti gli ambienti.


Entriamo per prima cosa nella famosa tomba degli specchi, la tomba del 7° Imam. È un luogo sacro, e anche qui uomini e donne devono dividersi. Inoltre all'interno, come anche negli altri interni, non è consentito scattare fotografie. Tutte le pareti sono finemente decorate con tantissimi specchi che riflettono la luce in un'atmosfera fantastica. C'è gente che prega. Nell'ultima sala, anch'essa finemente decorata, è consentito scattare foto senza dare fastidio alla gente in preghiera.


Successivamente passiamo alla grande moschea nuova, poi sempre all'interno del complesso, alla antica moschea di Shiraz, un pò trascurata, e infine alla tomba del fratello dell'Imam, anche questa ben decorata. Ringraziamo la nostra guida, che ci ha spiegato anche molte cose sulla religione islamica in tutte le sue componenti e che non ha voluto alcun compenso ma ci suggerisce di lasciare un'offerta libera prima di lasciare il sito, e usciamo passando ancora tramite la grande corte centrale.


Ci rechiamo quindi al Bazar-e Valik: una bella struttura in mattoni che ospita tanti negozietti.


Ci fermiamo anche al caravanserraglio inglobato nel bazar, ristrutturato, che ospita negozi di souvenir. Poi andiamo in direzione del centro, verso il giardino degli aranci che è visitabile con un ticket d'ingresso. Successivamente ci spostiamo per la visita della Moschea di Nasir ol Molk, non lontana dal giardino. Qui il biglietto d'ingresso è meno caro e possiamo visitare forse una delle più famose attrazioni di Shiraz. All'interno, il cortiletto da cui poi si accederà alla famosa sala con le vetrate è finemente decorato con motivi blu e rosa. Entriamo nella sala della preghiera, davvero molto bella. Peccato non essere venuti di mattina: ad un certo orario infatti la luce del sole entra direttamente attraverso le vetrate creando dei giochi di luce fantastici, ma noi ci accontentiamo perché anche a quest'ora l'effetto è molto bello.


  



Visitiamo infine il piccolo museo e il pozzo delle mucche che si trovano nello stesso complesso. L'ultima attrazione che visitiamo è la tomba di Hafez, famoso poeta persiano. Ci si arriva dopo una bella camminata di circa 50 minuti partendo dal centro. Paghiamo il solito biglietto di circa 6€ e ammiriamo il mausoleo.


È l'ora del tramonto e all'imbrunire la vista del baldacchino è ancora più suggestiva, nonostante l'affollamento.


Dopo una breve visita ai negozietti di artigianato, torniamo verso il centro città nella zona della fortezza Karim Khan Citadel. La città è dotata di un aeroporto internazionale che consente i collegamenti con diverse destinazioni.

OSPITALITÀ PERSIANA

Il cibo, le usanze e il tarof

Una delle caratteristiche del popolo persiano e uno dei fili conduttori dell'intero viaggio in Iran è sicuramente lo spiccato senso di ospitalità delle persone. Che siano amici o semplicemente i gestori di un hotel, si è sempre accolti benissimo ovunque e si ha sempre la sensazione di essere al primo posto. In qualunque città siamo stati abbiamo avuto prova di questo: a Tehran, ospiti a casa di amici, appena entrati ci hanno subito offerto l'immancabile tè (Chai) con un cesto di frutta. Stessa cosa a Kashan e ad Esfahan: ricchissimi pasti inframezzati da dolci, frutta secca e bevande. Non si finisce mai di mangiare! Come se non bastasse, quando ritengono che in casa non ci sia abbastanza, non è raro essere portati a mangiare il dolce presso le pasticcerie tipiche, molto ben fornite.


È il cosiddetto "tarof", l'ospitalità persiana che include l'offrire di tutto all'ospite e a cui l'ospite non può rifutare. Un concetto comunque difficile da spiegare, se non si vive in prima persona.
Come in qualsiasi viaggio in posti dove la cultura locale è diversa dalla nostra, bisogna rispettare le usanze: in Iran, ad esempio, ci si toglie le scarpe prima di entrare in casa. Si mangia sempre tutti insieme in cerchio, seduti a terra e i pasti principali sono in genere abbondantissimi ed includono riso, pollo stufato, uvetta, vari aromi tipici. Le colazioni sono a base di formaggio fresco, burro di sesamo, marmellata, miele caramellato, noci, thè e il tipico pane sottile, un must.
Una delle festività più importanti in Iran è la Yalda Night: il 21 dicembre si festeggia il solstizio d'inverno. La tradizione vuole che si mangi melograno, anguria, frutta secca e frutta fresca in famiglia seduti tutti attorno al corsi, il tradizionale tavolino con sotto il braciere, leggendo i versi del poeta Hafez. I persiani dicono: nella casa di un persiano non possono mancare due libri, il Corano e il libro delle poesie di Hafez, non necessariamente in quest'ordine.

CONSIGLI DI VIAGGIO


Dove abbiamo dormito

Kohan Hotel, Yazd - TRADIZIONALE. Pernottamento in bella casa tradizionale, dalla tipica struttura con le camere attorno ad una vasca centrale. Buona cena.

Parhami Traditional House, Shiraz - GENTILI. Piccola ma bella casa tradizionale a conduzione familiare. Molto gentili, abbondante cena su ordinazione. Buona sistemazione in centro.


Dove abbiamo mangiato

Pasticceria Mahbanou Confetionery, Teheran - SCELTA INFINITA. Dolci ottimi, con grandissima scelta.

Manouchehri Traditional House, Kashan - BUONO e CURATO. Hotel con ristorante ricavato da una traditional house restaurata molto bene. Buon pranzo a prezzo medio. Bello scenario.

Ameriha Boutique Hotel, Kashan - PIACEVOLE. Bar e ristorante ricavato in una traditional house, molto curata. Buono il caffè.

Sharzeh Restaurant, Shiraz - INSODDISFACENTE. Ristorante di cucina tradizionale persiana poco al di fuori del bazar Vakil. Difficile da trovare, offre musica dal vivo e cucina tipica, non di qualità eccelsa. Conto sopra la norma, siamo rimasti insoddisfatti.


Consigli utili

Il visto di accesso al paese si può fare anche all'arrivo (il cosiddetto VoA - VISA on Arrival). Costa 50-60€ a persona ma bisogna essere in possesso di alcuni requisiti: non avere sul passaporto il visto d'ingresso nello stato di Israele, avere un'assicurazione medica valida per tutta la durata del viaggio (che si può fare anche all'arrivo in aeroporto all'apposito banco), comunicare chiaramente i riferimenti del luogo dove andrete ad alloggiare, almeno la prima notte, completi di numero di telefono perché il funzionario si riserva di verificare (a noi è successo), ed essere in possesso di biglietto di uscita dal paese. Se siete in regola con tutti questi requisiti non avrete problemi ad avere il visto, pagando 50 o 60€, sempre a discrezione del funzionario, in contanti e contati. Ovviamente stiamo parlando del visto turistico di 14 giorni al massimo compresi il giorno di arrivo e il giorno di partenza. Per sicurezza, come riportato nelle regole, conviene portarsi anche 2 fototessera, per le donne a capo coperto, che potrebbero servire nelle formalità. A noi non le hanno chieste, ma avevamo già l'assicurazione medica fatta dall'Italia. Ah, le donne si devono presentare davanti al funzionario già col capo coperto.

Acquistate una SIM iraniana all'aeroporto di Tehran o presso un rivenditore: tornerà estremamente utile, soprattutto per la connessione a internet.

Attenzione ai prezzi e ai soldi: la moneta ufficiale è il rial ma correntemente è in uso il toman, che equivale a 1/10 di rial. Quasi tutti i negozianti usano il toman nell'esporre i prezzi. Quindi, la pezzatura delle banconote è in rial ma i prezzi esposti sono in toman. Anche nel contrattare i prezzi si usa quasi sempre il toman.

Contrattate prima il prezzo del taxi, sempre. Ma siate preparati anche a discutere per il cambio di prezzo: normalmente non capita, ma a noi è successo perché il tassista non riusciva a trovare l'indirizzo...

Fate MOLTA attenzione a camminare a piedi per strada in qualunque città: non esistono strisce pedonali, non esistono semafori pedonali, non esiste la precedenza ai pedoni. Tenete gli occhi aperti perché le auto vanno forte e non si fermano mai.

Pur essendo attiva la ferrovia, il miglior modo di spostarsi tra una città e l'altra, specie se non c'è aeroporto o se si vuole risparmiare, è prendere il VipBus. Comodo ed economico, anche se è la categoria superiore di bus: tariffe non paragonabili a quelle europee!

Standard elettrico: Presa d tipo C (le spine italiane a 2 poli possono essere utilizzate tranquillamente)



Non può mancare in valigia

Uno o più foulard da usare come copricapo per le donne. È necessario portarlo da casa, poi se ne può acquistare anche qualche altro direttamente in Iran, c'è ottima scelta e ottima qualità



Da non perdere

Assolutamente, la visita di Persepolis. Nient'altro da aggiungere...
La visita di Shiraz, una bella e signorile città, ricca di attrazioni, altro pianeta rispetto al caos della capitale Teheran
Cibo: Fessenjun (la zuppetta a base di concentrato di melagrana... buonissima!), il tipico pane fine di Shiraz, i dolci tipici di Shiraz, delle particolari sfogliette arrotolate aromatizzate



Spesa



UNESCO

Piazza Naqsh-e jahàn, Esfahan (dal 1979)
Persepoli (dal 1979)
Pasargadae (dal 2004)
Giardino persiano (dal 2011)
Masjed-e Jamé, Esfahan (dal 2012)
Palazzo del Golestan, Tehran (dal 2013)

Per questo viaggio ringraziamo: in generale, tutti i persiani. È proprio vero: la cosa più bella dell'Iran sono i persiani! Ospitalità, calore e un po' di sano caos. Nello specifico, ringraziamo pesar Hamed, Rahman, Shoku, Haana Mosadegh, splendidi, ostad Reza, Mahsa, Zohreh e tutta la famiglia Falahati, gentilissimi fino all'estremo, Mahya e la sua mamma, che ci ha accompagnati da Kashan a Esfahan con mezzi propri, Ashkan, Meryem e Mersyem, il tassista Hossein che ci ha fatto pagare biglietto ridotto persiani a Yazd, andando di sua iniziativa alla biglietteria del Giardino, Puria per averci fatto da cicerone a Esfahan, Ehsan, la moglie e famiglia, Mahan e tutti gli amici di Esfahan (Mohammed, Nicola Savino, Mafia.), grazie infine a Sorush, il gentile proprietario dell'hotel a Shiraz.