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Il Ring in auto



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Periodo: metà giugno
Durata: 10 notti
Temperatura: min 5°C - max 14°C
Moneta: Corona islandese

REYKJAVIK

Punto di partenza e arrivo del ring

Il naturale punto di partenza e di arrivo per chi come noi vuole percorrere il ring dell'Islanda è senza dubbio la capitale Reykjavik, dato che l'unico aeroporto internazionale che serve l'isola è a Keflavik, a circa 50 km dalla città islandese principale.
Una volta noleggiata l'auto, prima di lanciarsi nel giro completo attorno all'Islanda, si può visitare Reykjavik, l'unica vera e propria città del Paese, a parte pochissime eccezioni. Sulla piazza principale, Austurvollur, si affacciano il Parlamento islandese (Alpingi) e il piccolo Duomo (Domkirkjan).



Risalendo dalla piazza principale, tramite Laugavegur e Skolavordustigur, si raggiunge Hallgrimskirkja, la più grande e alta chiesa d'Islanda, costruita da architetti islandesi ispirati al basalto della cascata Svartifoss.



Passeggiando sul lungomare nord invece si possono ammirare l'isola di Videy, su cui Yoko Ono ha fatto costruire il memorial di John Lennon, e il Solfarid (o Sun Voyager), una scultura che raffigura una nave vichinga.


DA REYKJAVIK A GULLFOSS

Parco di Thingvellir, i Geyser e le cascate Gullfoss

Prima di prendere la strada 1, che percorre tutta l'Islanda ad anello, vale la pena fare subito una deviazione verso l'interno. La prima tappa quindi parte da Reykjavik e tramite la strada 36 porta come prima fermata al Parco Nazionale di Thingvellir, patrimonio UNESCO. Lo spostamento è di circa 50 km e, già appena fuori da Reykjavik, siamo immersi nei tipici paesaggi islandesi neri, rudi, vulcanici e selvaggi. Arrivati nei pressi del lago Thingvallavatn, il più grande d'Islanda, la vista si apre ad ampi spazi di verde e di acqua. Giungiamo poco dopo al Parco, dove prima dell'anno 1000 fu costituito il primo parlamento nazionale, l'Alpingi. In questo luogo, inoltre, si incontrano la placca americana e quella euroasiatica, formando un grande canyon. La località si chiama Almannagjà. Il paesaggio qui è davvero bello, alte pareti di lava scura da una parte, da cui scende un fiume formando una cascata e un'ampia pianura verde dall'altra, dove il fiume scorre placido e va a confluire nel lago.



Si può vedere un ampio orizzonte fino a tutte le montagne circostanti. Ripartiamo in macchina verso la zona vulcanica del Geysir, forse il luogo più conosciuto dell'intera Islanda. Il tragitto è abbastanza breve (circa 1 ora di strada per 60 km circa) percorrendo la strada 37. Già da lontano si nota il fumo che fuoriesce dalla terra: questo è uno dei punti in cui si evidenzia la vivacità del nostro pianeta.




Parcheggiamo e ci inoltriamo a piedi lungo il percorso che conduce a diverse sorgenti calde. La temperatura delle emissioni è di 80°-100°C e c'è il caratteristico odore di zolfo. La terra circostante è di tanti colori, dal rosso al giallo. Arriviamo al geyser Strokkur, che erutta regolarmente ogni 5 minuti circa il suo getto di acqua calda fino a 20 metri di altezza.




È divertente aspettare e poi fotografare il tipico rigonfiamento dell'acqua della pozza e la spettacolare esplosione verticale. Dopo aver visitato anche le altre sorgenti, tra cui due laghetti di acqua calda con colori che variano tra il turchese e il blu intenso, diamo un'occhiata al centro visitatori. Poi torniamo in macchina e ripartiamo verso l'ultima attrazione della tappa di oggi: le cascate Gullfoss, che si raggiungono in circa 10 minuti lungo la strada 35. Le cascate sono composte da 2 salti, uno di 11 e l'altro di 20 metri e formano un complesso molto bello da vedere: il fiume Offusa infatti crea queste cascate all'interno di una piccola conca scavata nel basalto vulcanico.



Facciamo un po' di foto e andiamo in albergo a riposare. Dormire risulta difficile: passate le nuvole, il cielo è sereno ed ora è chiaro che siamo in estate. A queste latitudini, infatti, la luce del giorno non passa mai! A mezzanotte c'è ancora il sole e il cielo si colora di intense tonalità di rosso. Davvero bello e caratteristico, ma bisogna abituarsi per cercare di dormire.


DA GULLFOSS A VIK

Kerid, Hekla, Skogafoss e la spiaggia nera di Vik

Da Gullfoss, percorrendo in senso inverso la strada 35 per 56 km (circa 45 minuti di percorrenza) si arriva cratere di Kerid, un vulcano spento, che contiene un laghetto. All'ingresso si paga un contributo di circa 2,20€ a persona. Saliamo sul bordo del cratere e lo percorriamo tutto: il lago sul fondo del cratere è di colore blu/verde scuro e il pendio interno del cratere, di forma regolare, è di colore marrone, con parti rosse e arancioni.


Risaliamo in macchina e ripartiamo alla volta della zona del vulcano Hekla, il vulcano più attivo d'Islanda. Il percorso è lungo un centinaio di km e passando attraverso le strade 35, 31, 32 e 26 ci regala ampie vedute sugli altipiani interni, con i nerissimi e aspri campi di lava, i fiumi, le immense praterie e le montagne innevate tutte intorno. Spicca la quasi totale mancanza di alberi.



La 26 è una strada sterrata e va percorsa con cautela. Arriviamo di fronte all'Hekla e ne udiamo il borbottio. Ripartiamo in macchina lungo la sterrata Landmannaleid perché vorremmo raggiungere con una deviazione interna l'area termale di Landmannalaugar, la più frequentata dagli islandesi. Ci proviamo, ma ad un certo punto la strada è interrotta. Cerchiamo di trovare un altro percorso ma è troppo accidentato e decidiamo di tornare indietro.


Il tentativo ci ha comunque regalato delle splendide viste del fianco dell'Hekla innevato, la cui cima è nascosta dalla nebbia.


Riprendiamo la 26, sterrata ancora per un lungo tratto, fino a ricongiungerci con la 1, la strada detta "Ring" di Islanda. Nel percorso che ci porterà a Vik ci fermiamo per una rapida foto ad una prima cascata che avvistiamo in lontananza dalla strada principale, Seljalandsfoss.


Poi proseguiamo per la più famosa Skogafoss.


Quindi proseguiamo verso Dyrholaey, a circa 27 km di distanza. Qui c'è da visitare la bellissima spiaggia nera, i faraglioni, che si dice siano dei troll pietrificati, e il sito di nidificazione delle pulcinelle di mare, i puffin in inglese o i lundi in islandese, i simpatici uccelli simbolo dell'Islanda. Riusciamo a fotografare la spiaggia e la scogliera, ma sfortunatamente non a vedere le pulcinelle di mare.



Dalla scogliera al paesino di Vik, restano solo pochi km.

DA VIK A HOFN

Fjadrargljufur, Parco Nazionale di Skaftafell, Svartifoss e la laguna glaciale Jokulsarlon

Seguendo sempre la 1, facciamo strada verso la prima attrazione della tappa: il Canyon Eldgjà o Fjadrargljufur. Questo si trova alla fine di una deviazione dalla strada principale, poco prima del paesino di Kirkjubaejarklaustur. Lasciata l'auto nel parcheggio, munito di servizi igienici, si cammina per un breve trekking sul fianco della collina. Il canyon, di lunghezza circa 2 km e di altezza fino a 100 m, è per noi una gran bella sorpresa: salendo si aprono sulla sinistra meravigliosi scorci del canalone scavato dal fiume Fjadra nella roccia lavica viva.



Ripartiamo lungo il ring verso il Parco Nazionale di Skaftafell. Lungo il tragitto è bello vedere come il paesaggio cambi rapidamente in forme e colori, passando dal nero delle rocce al verde intenso dei prati, al verde luminescente dei muschi, al grigio, al viola dei lupini, al bianco lucente della neve e dei ghiacciai sui monti.



E proprio il terzo ghiacciaio più grande della Terra, il Vatnajokull, ben visibile nella sua maestosità già da lontano, è l'attrazione principale del Parco, a cui arriviamo dopo circa 80 km. Sotto questa immensa massa di ghiaccio si cela un vulcano attivo molto pericoloso, che in caso di eruzione, come successo l'ultima volta negli anni '90, può causare valanghe di detriti per lo scioglimento dei ghiacci.


Dal centro informativo, molto ben organizzato con pannelli descrittivi, partono diversi sentieri per fare trekking, di diversa difficoltà e lunghezza. Noi optiamo per il sentiero S2 che conduce in circa 1 ora di cammino agevole alla cascata Svartifoss, con l'acqua che si fa strada attraverso le forme geometriche ben delineate del basalto nero.



Scendendo, riprendiamo l'auto e attraverso una piccola deviazione di 2 km dal ring, raggiungiamo la propaggine di una delle lingue del ghiacciaio, lo Svinafellsjokull. Ci si può avvicinare a piedi fino a pochi metri dal ghiaccio, che si tuffa in un laghetto. In fondo, si vede l'inizio del ghiacciaio che sembra scorrere come una valanga ferma bianca e azzurra dalla cima del monte fino al lago.




Ripartiamo verso la laguna glaciale Jokulsarlon, che ci sorprende nella sua particolarità subito dopo un ponte. Parcheggiata l'auto abbiamo la possibilità di vedere tantissimi iceberg che arrivano direttamente dal Vatnajokull, galleggiano in laguna fino a 5 anni e poi si sciolgono nel mare, direttamente collegato alla laguna stessa. Le onde del mare muovono gli iceberg che talvolta si scontrano tra loro: un ambiente unico.




C'è anche la possibilità di fare una breve escursione in laguna con un mezzo anfibio per navigare in mezzo agli iceberg. Abbiamo anche la fortuna di vedere una foca che nuota tranquilla nelle acque della laguna.


Continuando sul ring, in circa 80 km si arriva a Hofn.

DA HOFN A FASKRUDSFJORDUR

Djupivogur e i fiordi dell'est

Da Hofn, proseguendo sul ring sempre in senso antiorario, si va nord verso l'area dei fiordi dell'est. Poco dopo la partenza ci fermiamo a Hvalnes, una grande spiaggia di ghiaia nera famosa per la nidificazione di diverse specie di uccelli.


Ripartendo comprendiamo che questa tappa, più che un semplice trasferimento, sarà una sorta di safari. Lungo la strada, infatti, ammirando il meraviglioso panorama dei fiordi, si viaggia attraverso l'habitat naturale di numerosi animali quali pecore, cavalli, cervi, anatre, oche e numerosi altri tipi di uccelli coloratissimi e con molti pulcini.

  


  


  


Ci fermiamo per una breve sosta a Djupivogur, un piccolo porticciolo sulla punta di un fiordo. Qui si può ammirare la curiosa opera scultorea di Sigurdur Gudmundsson che rappresenta le uova delle specie di uccelli tipiche della zona.


Riprendendo il cammino, abbandoniamo il ring e prendiamo la strada costiera 96, che ci permette di ammirare quanto siano profondi i fiordi, alcuni oltre 20 km. Proprio in fondo a un fiordo c'è il paese di Faskrudsfjordur.

DA FASKRUDSFJORDUR AL LAGO MYVATN

I puffin a Bakkagerdi, le aree vulcaniche di Krafla e Hverir e il lago

Questa tappa prevede lo spostamento verso l'area del lago Myvatn. Abbiamo saputo che potremmo avere un'altra possibilità per vedere i puffin: facendo una deviazione di circa 2 ore da Eglisstadir si arriva ad un piccolo paese con un porticciolo e una scogliera sul mare. Decidiamo di seguire quanto ci hanno consigliato e una volta arrivati alla capitale dell'est, imbocchiamo la strada 94, sterrata in alcuni tratti: ancora una volta ciò ci permette di godere di bellissimi paesaggi. La strada si inerpica su un colle. Il passo è a 430 m e ammiriamo un bel laghetto semi-ghiacchiato.


La discesa verso il mare conduce a Borgarfjordur e poi a Bakkagerdi dove, al "porticciolo delle piccole barche", vediamo finalmente le pulcinelle di mare proprio a pochi metri di distanza. E' valsa proprio la pena!

  


  



Torniamo indietro verso Eglisstadir e poi, di nuovo lungo la 1, verso l'area del lago Myvatn. Il viaggio è lungo, circa 2 ore, ma ci fa passare attraverso gli altipiani interni, nerissimi, con ampie vallate, prati e montagne innevate, da cui partono ruscelli che creano numerose cascatelle. Numerosi sono anche i crateri che si incontrano.




Arriviamo al primo luogo da visitare: l'area geotermica del vulcano Krafla. Alle spalle della centrale elettrica, si possono visitare le fumarole e i laghetti sulfurei, dopo un piccolo trekking attraverso anche delle zone ghiacciate. I colori sono tipici delle aree vulcaniche: rosso, arancione, giallo e azzurro nelle pozze d'acqua sulfurea.


Tornando indietro e risalendo un po' la collina si può visitare il lago Viti, sul fondo di un cratere con le pareti in parte ghiacciate. Riprendendo la macchina e tornando sulla 1, si vede già in lontananza la seconda area da visitare: Hverir. Qui l'attività della Terra è se possibile ancora più evidente: fumarole potenti e numerose pozze di acqua scura e argilla grigio/bluastra bollenti, il tutto in un forte odore di zolfo e altri materiali.

  


  


Poco distante dalle aree vulcaniche, seguendo prima ancora la 1 e poi la strada 848, si può fare il giro completo del lago Myvatn. uno dei laghi più grandi d'Islanda, posto in un'area vulcanica. L'ambiente è molto caratteristico perchè associa all'acqua del lago il nero e le forme regolari di numerosi crateri di vulcanelli spenti, sia sulle rive che proprio in mezzo al lago.




Da visitare, tra le altre cose, l'area di Hofdi, dove pilastri di lava spuntano dalle acque del lago.

LE BALENE E LE CASCATE

Whale watching da Husavik e Dettifoss

Dalla zona del lago Myvatn, partiamo alla volta di Husavik, chiamata la "capitale del whale watching", che dista circa 40 km. Seguiamo dapprima la strada 845 e poi la 85. Il pieno sole ci consente di ammirare meravigliosi paesaggi, con montagne innevate che fanno da sfondo a un bel mare blu.


A Husavik ci sono diverse compagnie che propongono l'escursione a prezzi molto simili. Noi optiamo per la semplice escursione di whale watching della durata di circa 3 ore al costo di circa 62 euro a persona.


Saliamo in barca e indossiamo i giubbotti anti freddo (in mare aperto il vento si fa sentire). Ci danno anche i soprabiti impermeabili. Durante l'escursione siamo molto fortunati: avvistiamo diverse volte la megattera comune, nera, ma soprattutto la balena azzurra, l'animale più grande presente sul nostro pianeta, molto raro da avvistare. La cifra pagata vale davvero la pena.

  


  


Dopo l'escursione, ripartiamo riprendendo la strada costiera 85 per 62 km circa in direzione del canyon di Asbyrgi. Visitiamo il canyon, una spaccatura dalle pareti alte e nere, abbastanza regolari, dove è possibile inoltrarsi a piedi lungo un sentiero che parte dal parcheggio.


La tappa successiva è la cascata Dettifoss. Per raggiungerla scegliamo di prendere la 864, per lunghi tratti sterrata. Il tragitto è lungo 30 km e prima di arrivare, ci fermiamo a fotografare un'altra cascata da un meraviglioso view point a sorpresa: Hafragilsfoss. Non avevamo messo in conto di fermarci, ma il solito segnale stradale ci ha segnalato la presenza della cascata e abbiamo fatto bene, perchè è nello stesso canyon formato dalla cascata Dettifoss (lo Jökulsárgljúfur) che vedremo successivamente e la vista è grandiosa. Entrambe le cascate sono formate dal fiume Jokulsà.



Riprendendo il cammino, poco più avanti, si arriva a Dettifoss, la cascata più potente d'Europa, alta 44 metri e larga 100. Ha una potenza impressionante: l'acqua giunge direttamente dai ghiacci del Vatnajokull e crea dei poderosi spruzzi, visibili anche a distanza. È possibile osservarla da vicino dopo un piccolo percorso a piedi. Guardando dal lato opposto, si può ammirare il bellissimo canyon creato dalle acque del fiume, sembra disegnato.

  



DAL LAGO MYVATN A BLONDUOS

Godafoss, Akureyri e le case di torba

Ripartiamo seguendo ancora la 1 e visitiamo la prima attrazione della tappa: la cascata Godafoss, cioè cascata degli dei. Chiamata così per un'antica leggenda, è davvero meravigliosa: si può visitare da entrambi i lati e dopo un bel percorso a piedi si raggiunge facilmente il fiume, fino a toccare l'acqua, e il fronte. Questo è formato da 3 diversi salti affiancati, due più grandi e uno piccolino al centro. Lo spruzzo, notevole, crea un bellissimo arcobaleno che risplende alla luce del sole.



Ripartiamo verso Akureyri, il centro principale del nord. Ci arriviamo dopo circa 1 ora di strada. Subito ci appare con le sembianze di una cittadina, cosa abbastanza rara in Islanda, se si eccettua Reykjavik. È situata sul fondo del fiordo Eyjafjordur e ha un bel giardino botanico. Ne approfittiamo per pranzare e ripartiamo verso nord, abbandonando il ring per prendere prima la 82 e poi la 76, dopo Olafsfjordur. Raggiungiamo Siglufjordur attraverso la strada a picco sul mare e una serie di tunnel aperti da poco, abbastanza stretti ma molto caratteristici. Proseguiamo poi costeggiando la penisola e raggiungendo il punto più a nord del nostro viaggio, oltre i 66° di latitudine. Andando avanti, verso sud, entriamo nel fiordo Skagafjordur, rinomato per la numerosa popolazione di cavalli islandesi: è facile incontrare gruppi di cavalli che si spostano lungo i sentieri.



Proseguiamo verso la fattoria di Glaumbaer: un agglomerato di casette fatte di torba e integrate nel terreno. Ora sono sede di un piccolo museo: danno l'idea di come potesse essere la vita nell'antica Islanda, sono davvero caratteristiche.



Terminiamo la tappa a Blonduos, sulla costa nord-occidentale, dopo altri 60 km circa.

DA BLONDUOS A REYKJAVIK

La costa ovest e il trekking sul vulcano Hengill

Il percorso odierno prevede lo spostamento verso Reykjavik per poi deviare verso il vulcano Hengill: sono circa 274 km per oltre 3h e 20' di strada. Percorriamo tutta la parte ovest dell'Islanda seguendo la 1, compreso il tunnel sottomarino, che accorcia il tragitto prima di Reykjavik e per il quale si paga un pedaggio di circa 6,50 euro. Arrivati in zona capitale, la 1 devia verso l'interno e in poco tempo ci conduce a Hveragerdi. Da lì, parcheggiando l'auto, partiamo per il percorso di trekking verso l'area termale balneabile del fiume caldo Reykjadalur.


È un bellissimo percorso di circa 3 km sul fianco del vulcano Hengill, tra fumarole, pozze d'acqua a 100°C, argilla bollente, ampie vallate nere, prati, pecore, cavalli, ruscelli, cascatelle e rocce vulcaniche. Uno spettacolo di panorama.



Dopo circa un'ora arriviamo all'area termale: l'acqua del fiume in questa zona è a 38°C e c'è una piccola area attrezzata con pedane in legno per cambiarsi ed entrare in acqua. Il bagno, nonostante la temperatura dell'aria sia intorno ai 13°C, è davvero una esperienza incredibile.


La corrente del fiume è leggerissima e l'acqua alla temperatura perfetta: serve proprio come rigenerazione per affrontare il cammino del ritorno. Il luogo, comunque, merita la sgambata per arrivarci. Dopo esserci asciugati, torniamo indietro verso la nostra auto e ripartiamo verso Reykjavik, dove arriviamo in circa 40 minuti.

LA LAGUNA BLU

Una pausa di relax vicino all'aeroporto

Una delle attrazioni più famose d'Islanda, la Blue Lagoon, si raggiunge tramite la strada 43, con una deviazione di circa 10 km dalla strada tra Reykjavik e l'aeroporto di Keflavik (strada 41). Molto caratteristico è il contrasto che è subito evidente arrivando tra l'intenso colore turchese molto vivo della laguna e il nero del campo di lava in cui si trova la laguna stessa. Parcheggiamo l'auto e ci rechiamo all'ingresso. Scopriamo che il biglietto per il solo accesso alla laguna per chi vuole bagnarsi è di 50€ a testa e decidiamo di non entrare, visto anche che abbiamo fatto un bel bagno termale il giorno prima. C'è comunque la possibilità di fare una passeggiata attraverso la parte non balneabile della laguna, che regala begli scorci per fotografie.



Dopo 2341 km percorsi con la nostra auto possiamo dire concluso il ring dell'Islanda.

CONSIGLI DI VIAGGIO


Dove abbiamo dormito

Travel Inn Guesthouse, Reykjavik - PESSIMO RAPPORTO QUALITA' PREZZO. Una sistemazione sufficiente, con molte cose da migliorare, tra cui il fatto di dover chiamare, a nostre spese, per fare il check-in. Colazione scarsa.

Gullfoss Hotel Geyser, Tungufell - CONFORTEVOLE. Unica costruzione della zona, sembra isolato nell'interno dell'Islanda ma si rivela molto confortevole. Buono anche il ristorante.

Hotel Welcome, Vik i Myrdal - SUFFICIENTE. La procedura di check-in qui è particolare: bisogna chiamare da un telefono a disposizione e così si ricevono indicazioni in inglese. La camera è sufficiente, come la colazione.

Apotek Guesthouse, Hofn - OTTIMO. Guesthouse aperta da poco, gestita da una gentile signora insieme alla figlia. Camera nuovissima, con parquet scuro, pulita e confortevole. Ottima sistemazione.

Hotel Bjarg, Faskrudsfjordur - CONSIGLIATISSIMO. Arrivando sembra un po' decadente da fuori, invece si rivela molto accogliente. Caratteristica l'ubicazione sopra un ruscello, bellissimo il panorama sul fiordo. Ottima la colazione e gentilissimo il proprietario Karvel, che si è prodigato anche a darci indicazioni per avvistare i puffin.

Fosshotel, Laugar - SUPER COLAZIONE. Situato in posizione tranquilla a poca distanza dal ring, ha camere confortevoli e calde. Unico neo: essendo molto grande, c'è più probabilità di avere vicini rumorosi. La colazione è la più fornita tra gli hotel in cui abbiamo dormito in Islanda.

Gamla Posthusid, Blonduos - BELLO. In realtà abbiamo dormito all'Hotel Blonduos, per un cambio comunicatoci all'arrivo alla guesthouse che era evidentemente chiusa. Un po' di trambusto con la prenotazione, poi camera piccola. Colazione sufficiente.

Keflavik Airport Inn, Keflavik - COMODISSIMO. Anche qui la procedura di check-in non prevede interazioni con altre persone, si entra con un codice numerico e si prende autonomamente la chiave della camera. Un po' isolato (in una ex area Nato) ma ha tutte le comodità che servono. Per la colazione ci si può arrangiare con caffè e succo d'arancia.


Dove abbiamo mangiato

Halldorskaffi, Vik i Myrdal - ACCOGLIENTE. Ristorante associato ad un centro informativo nel paesino di Vik. Cucina tipica islandese di discreta qualità. Molto frequentato. Costo abbastanza alto, ma nella media islandese. Molto vicino all'hotel dove abbiamo dormito, ci ha proposto un buon salmone alla piastra.

Gamli Bistro, Reykjahlid - CONSIGLIATO. Bistro associato ad un hotel nell'area del lago Myvatn, area famosa per il pane nero affumicato in caverne sotterranee. Abbiamo preso proprio questa specialità, accompagnata da dell'ottimo salmone affumicato. Buona qualità, prezzi medi.

Glò, Reykjavik - VEG. Situato sopra al negozio biologico, localino molto carino. Un self-service che offre molte soluzioni vegetariane e vegane ma non solo. Bella la sala. Comodo il wifi gratuito. Buono il rapporto qualità prezzo considerando i prezzi dell'Islanda. Noi abbiamo preso un piatto composto da diverse cose scelte al banco, tra le quali una pizzetta al pomodoro, un'insalata di quinoa e un hamburger vegetariano. Ottimi anche i dolci vegani. Abbiamo speso l'equivalente di circa 20€ a persona.


Consigli utili

In Islanda attualmente non c'è l'euro ma si può pagare dovunque con le carte di credito, quindi non cambiare euro in moneta locale sembra una buona soluzione, se non strettamente necessario. Se si vuole avere comunque un pò di contanti in valuta locale si può anche prelevare ai bancomat.

Il noleggio di un'auto 4x4 è la cosa migliore per visitare l'Islanda. Assicuratevi però di avere se possibile un'auto diesel a cambio manuale: in caso contrario i costi per il carburante potrebbero essere eccessivi

I prezzi medi sono alti. Provare al ristorante la cucina locale è giusto e va fatto, ma per risparmiare un bel po' si può optare per fare qualche provvista di cibo ai vari market che si incontrano lungo il cammino

Dal benzinaio si paga solo con carta di credito/bancomat. Dopo l'inserimento della carta la schermata chiede sempre l'ammontare che si vuole pagare: questo è il tetto massimo di spesa ma se poi si mette meno carburante, la spesa effettiva sarà quella corrispondente a quanto rifornito. Per avere la ricevuta finale bisogna reinserire la carta.

Non acquistare acqua da bere, sarebbe una spesa inutile. L'acqua che esce dai rubinetti è buonissima! Comprare una o due bottigliette e poi riempirle durante il viaggio è la cosa migliore.

In Islanda è possibile recuperare l'ammontare dell'IVA pagata con l'acquisto di souvenir. È possibile farlo all'aeroporto, una volta superati i controlli di sicurezza. Arrivate con congruo anticipo in aeroporto perchè di norma c'è fila al VAT refound office.

Standard elettrico: Presa d tipo C o F (la presa italiana a 2 poli si può usare tranquillamente)
  



Non può mancare in valigia

Scarpe da trekking per le escursioni
Una buona cartina stradale in abbinamento al gps
Abbigliamento caldo, pantaloni antifreddo, sciarpa, guanti, giacca a vento e impermeabile. Anche se le temperature non sono molto basse in estate, può capitare la giornata di vento freddo o di pioggia
La migliore macchina fotografica possibile
Costume da bagno: tra lagune, fiumi caldi e bagni termali può servire



Da non perdere

I geyser
Le varie cascate (foss) islandesi
La spiaggia nera e la scogliera di Dyrholaey
Il canyon Fjadragljufur o Elgjda, canyon di fuoco
Il bagno termale, in vari possibili posti
La visita alla laguna glaciale Jokulsarlon
Le simpatiche pulcinelle di mare (puffin)
L'escursione in barca per vedere le balene
Cibo: Lo skyr (il tipico yogurt islandese, in vari gusti alla frutta), il pane nero affumicato con salmone nell'area del lago Myvatn, l'agnello islandese



Spesa



UNESCO

Parco Nazionale di Thingvellir (dal 2004)

Per questo viaggio ringraziamo: Katinka Travel, Giulia, Vanessa, Silvia, Karvel (dell'Hotel Bjarg) per averci suggerito l'escursione dei puffin, Marina e Stefano per i transfer all'aeroporto