MessicoMESSICOYucatan

Yucatán, Campeche, Chiapas, Quintana Roo



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Periodo: tra dicembre e gennaio
Durata: 13 notti
Temperatura: min 18°C - max 35°C
Moneta: Peso messicano

DAL QUINTANA ROO ALLO YUCATÁN

Da Cancun a Chichen Itzá, nel cuore della penisola dello Yucatán

Un buon punto di partenza per un tour autonomo della penisola dello Yucatán, dopo aver noleggiato un'auto, è la città principale: Cancun. Dopo una rapida visita della Zona Hotelera e del centrale Mercado 28, che ingloba molte bancarelle che vendono di tutto, si può prendere l'autostrada 180D per raggiungere l'area archeologica di Chichen Itzá, a circa 200 km di distanza. In realtà è una scelta che si può evitare perchè le strade in Messico sono in buone condizioni e l'autostrada è cara. In alternativa, si può prendere la 180, che corre parallela all'autostrada per lunghi tratti ed è gratuita.
Poco prima di arrivare a Chichen Itzá, all'uscita dell'autostrada, c'è una postazione dove è possibile acquistare il pacchetto tutto incluso comprendente ingresso all'area archeologica, parcheggio e pranzo spendendo complessivamente circa 50 €. Il sito di Chichén Itzá, patrimonio dell'umanità UNESCO, è considerato una delle nuove 7 meraviglie del mondo.



Come tutti i siti archeologici maya, comprende una piramide principale (di Kukulkán o semplicemente il Castillo), il mercato, alcune piramidi secondarie e il campo del Juego de la Pelota, un'area rettangolare delimitata da due alti muri su cui sono fissate due pietre a forma circolare come due canestri da basket ma in verticale: si pensa che i Maya praticassero un gioco simile alla pallacanestro. All'interno dell'area si trovano anche dei cenotes, delle cavità circolari riempite d'acqua tipiche della zona, tra cui il cenote Sagrado (Sacro) e il Caracol, una torre di osservazione astronomica dall'insolita forma circolare, inusuale per l'architettura dell'epoca (costruita attorno al 900 d.C.).



Il self-service all'interno del parco offre cibo di buona qualità. Ci sono molti venditori all'interno del parco che vendono diversi oggetti interessanti come souvenir. Il sito di Chichén Itzá è in definitiva un bel sito, sicuramente un po' troppo affollato e a parere nostro non il più bello del Messico.


DA CHICHÉN ITZÁ A MERIDA

I tre cenotes di Cuzamá e Merida

Ripartiamo lungo una bella strada, la 180, piena di dossi ma colorata dalle mille case della gente locale. Attraversiamo numerosi piccoli paesi, tutti dotati di chiesa, piazza, campi di calcetto e basket. Queste case che sembrano baracche in realtà offrono tutte da bere e da mangiare e attirano l'attenzione dei passanti con insegne improvvisate. Tutto molto caratteristico. Siamo diretti ai cenotes di Cuzamá, che dista circa 100 km, per quasi 2 ore di percorrenza. Arrivati in paese non troviamo indicazioni per i cenotes e chiediamo informazioni dapprima a un abitante del paese e poi a dei ragazzini che ci indicano la via giusta. Arriviamo a destinazione, parcheggiamo e ci dirigiamo all'ingresso: per la visita si deve usufruire di un carretto, trainato da un cavallo, che viaggia su delle rotaie in mezzo alla vegetazione, al costo di circa 15€.



È possibile anche condvidere lo stesso carretto con altri turisti, dividendosi la spesa. Noi lo facciamo con una coppia di turisti messicani. Il nostro "autista" si chiama Salvador e ci conduce con il suo cavallo e carretto lungo i binari. È tutto molto carattersitico. Il tragitto attraverso la boscaglia a un certo punto si interrompe perchè i binari non ci sono più. Si prosegue a piedi per un tratto per poi risalire sul carretto appena ripartono i binari.



Il percorso prevede 3 fermate, una per ogni cenote da visitare. La prima fermata è ad un cenote situato interamente sotto terra, senza fessure che lascino filtrare la luce del sole. Si scende attraverso una ripida scala con le radici degli alberi come corrimano.




Si arriva ad una grotta sotterranea parzialmente allagata. Ci spogliamo ed entriamo in acqua, la temperatura è perfetta. Il percorso sotterraneo è totalmente al buio (Salvador ci fa luce con una torcia) ed è ad anello. Usciamo dall'acqua, ci asciughiamo e torniamo in superficie, davvero un'esperienza insolita!



Riprendiamo poi il carretto e proseguiamo verso il secondo cenote. Questo è una cavità di 27 metri di profondità in un unico spazio quasi circolare a cui si accede tramite una ripidissima scala.



Qui il colore dell'acqua è bellissimo perchè filtrano i raggi del sole attraverso un'apertura, da cui scendono delle liane. Si vedono le radici degli alberi che sembrano stalattiti. È davvero un piacere fare il bagno nell'acqua cristallina di colore blu.



Poi risaliamo in superficie e torniamo al carretto che ci conduce all'ultimo cenote. A questo si accede tramite una scala più lunga e più agevole, essendo questo cenote molto più aperto e illuminato. L'entrata in acqua qui è un po' più scomoda, ci si deve tuffare.



Dopo circa 3 ore di tour torniamo al punto di partenza, dove si potrebbe mangiare presso alcune baracchine ma non ci sembra il caso (viste le scarse condizioni igieniche). Approfittiamo del bagno, non in buone condizioni, e ripartiamo verso Mérida. Dopo più di un'ora (50 km circa attraverso la YUC18 e la 180 O) arriviamo in città e ne iniziamo la visita.




Vediamo la piazza centrale e la Cattedrale di San Ildefonso, con il suo Cristo de Las Ampolas, la prima cattedrale costruita nel continente americano. Andiamo a mangiare nei pressi della Cattedrale. In serata ci spostiamo verso il Paseo de Montejo, la via principale della città: una via molto bella e alberata, diversa dal resto della città, formata da case belle e ricche, le magioni.




Questa zona della città si è infatti formata quando i ricchi proprietari delle piantagioni di agave decisero di costruire le loro case nella stessa zona. La via è molto elegante ed è addobbata con luminarie.


DA MERIDA A CAMPECHE

Il sito di Uxmal e la città sul Golfo del Messico

Partiamo alla volta di Uxmal, che dista circa 80 km da Mérida, seguendo la strada 261. Arrivati in circa 1h e un quarto, parcheggiamo e ci mettiamo in fila per acquistare il biglietto. La fila è lunga e fa molto caldo. Una volta acquistato il biglietto entriamo nel sito, protetto dall'UNESCO, che ci appare bellissimo. C'è subito la piramide dell'Indovino, diversa da quella di Chichén Itzá perchè i bordi arrotondati.



Si possono inoltre ammirare la Gran Piramide, che si può scalare, il palazzo del Governatore e il tempio delle Tartarughe, oltre al solito campo del Juego de la Pelota.


  



Tutto è riccamente decorato con bellissimi motivi in pietra calcarea rosa.








Dopo la visita, ripartiamo verso Campeche. La strada è lunga ma scorre bene fino alla città: sono circa 160 km con 2 ore di percorrenza, seguendo nuovamente la 261, poi la 188 e la 180. Arrivati all'interno delle fortificazioni, andiamo subito alla scoperta del centro città, patrimonio UNESCO. È carinissimo, fatto di molte casettine colorate e sgargianti.





Molte vie del centro sono pedonali e ricche di piccoli locali.



Ammiriamo le mura di fortificazione. La passeggiata per le vie della città è davvero gradevole, tutto sembra molto curato. Il lungomare, inoltre, sembra l'ambiente ideale per fare attività fisica: la lunga pista ciclopedonale munita anche di attrezzatura sportiva è bellissima, anche perchè regala favolosi panorami sul Golfo del Messico.




DA CAMPECHE A PALENQUE

Il primo ingresso nel Chiapas e l'area archeologica di Palenque

Lasciamo la bella Campeche e partiamo per Palenque, nello stato del Chiapas. La strada è abbastanza lunga ma gradevole, perché si passa accanto al mare del Golfo del Messico e attraverso paesini sistemati e colorati, come Champotòn. Attraversato un tratto appartenente allo stato del Tabasco, arriviamo a Palenque dopo circa 370 km. Le strade attraversate sono, nell'ordine, la 180, la 261 (da Champotòn), la 186 (da Escarcega) e la 189 (da Catazajà). A Palenque si può visitare uno dei più bei siti archeologici maya. Situato a una decina di km dal centro della cittadina, si raggiunge facilmente in auto. Si può parcheggiare a valle della collina, in ampi parcheggi, utilizzando poi per pochi spiccioli un taxi collettivo per risalire fino all'ingresso del sito. In realtà sarebbe possibile anche salire (e scendere) a piedi, in circa 30 minuti. Inoltre c'è anche un piccolo parcheggio in cima alla salita: se si visita il sito all'apertura si può trovare posto anche su. L'ingresso costa circa 3,50€ a testa e non si paga se si entra dopo le 16 (alle 17 però chiude). Già entrando il sito si mostra in tutto il suo splendore. Immerso nel verde più profondo, tra giungla e prati, in uno scenario quasi fiabesco con le colline circostanti piene di alberi e velate di foschia, si stagliano le costruzioni dell'antica Palenque.



C'è molta gente e molti venditori ambulanti.



Proprio perchè situato oltre il ruscello Otolun, che divide il sito in due parti la seconda delle quali non è più visitabile oltre un certo orario, visitiamo dapprima il Gruppo della Croce, con la sua piazza attorniata da tre edifici principali.




Vediamo poi il Palazzo e il Tempio delle Iscrizioni.




Complessivamente, visto anche il rigoglioso e quas misterioso scenario in cui si trova, il sito di Palenque può essere considerato uno dei più belli dell'intero Messico.


IL CHIAPAS PIÙ AUTENTICO

Da Palenque a San Cristobal de Las Casas: tra cascate e indigeni

La capitale dello stato del Chiapas, San Cristobal de Las Casas, è molto carina e vale la pena di visitarla. Si trova a circa 220 km da Palenque, quindi con la nostra auto decidiamo di fare una gita in giornata, considerando che lungo il percorso si trovano anche altre due attrazioni della zona: la cascata di Misol-ha e quelle di Agua Azul.
Inizialmente andiamo alla Cascata di Misol-ha tramite il primo tratto di 20 km della strada 199, che seguiremo fino alla destinazione finale. Paghiamo l'ingresso (meno di 2€ a testa) e visitiamo la cascata: bello lo scenario di questa lingua d'acqua in mezzo al verde della giungla.



È possibile vederla frontalmente e, attraverso un sicuro sentiero, anche girare dietro al flusso dell'acqua.



Seguendo la stessa strada 199, che comincia a farsi già un po' più tortuosa, ripartiamo alla volta della seconda parte della tappa: le Cascate di Agua Azul. Dopo circa 40 km, una deviazione dalla strada principale ci conduce al viale di accesso alle cascate. Lì facciamo conoscenza dei guerriglieri del Chiapas (che si presentano a viso coperto) che, assiepati sul terrapieno che delimita i lati della strada e attraverso una specie di posto di blocco, chiedono un "contributo" per l'ingresso alle cascate che si trovano nella loro zona: sono in lotta contro il governo messicano. Paghiamo circa 1€ a testa, ci rilasciano una sorta di ricevuta (!) e ci fanno passare: non abbiate paura, sono pacifici. Poi c'è da pagare il biglietto "ufficiale" (un pò meno di 2€ a testa). Parcheggiamo e andiamo a goderci la vista delle cascate.




Un'acqua di colore azzurrissimo, da cui il nome del sito, scende dal fianco di una collinetta formando molte cascatelle di piccole dimensioni. Si risale lungo la collinetta guardando a destra le cascate e a sinistra le tante bancarelle di souvenir e cibo.




Dopo circa 2 ore di gradevole visita, ripartiamo verso San Cristobal. C'è molto traffico per andare via: riusciamo a tornare sulla strada principale in circa mezz'ora. La strada ora è incredibilmente tortuosa e difficile, attraversa piccoli paesini, tutti rigorosamente con in bella mostra il frigo con la Coca Cola e la possibilità di fermarsi per mangiare 24h/24. C'è anche chi vende benzina in taniche, visto che la strada, pur non essendo lunghissima in termini di km, è molto tortuosa, piena di saliscendi e non dotata di distributori "ufficiali". Inoltre è costellata di dossi di cemento (topes), costruiti dagli indigeni per rallentare e fermare i passanti allo scopo di vendere cianfrusaglie e chiedere elemosina. Il percorso è davvero snervante e lunghissimo. Arriviamo a San Cristobal già esausti, dopo 157 km e 4 ore circa, passando dal paese di Ocosingo, tra giungla e aspre montagne. Parcheggiamo in centro e capiamo subito perché abbiamo fatto un viaggio così faticoso per arrivare fin qui: la cittadina dall'aria coloniale, sita a 2200 metri di altitudine, è proprio un gioiellino, coloratissima, tutta in festa, con molta musica e piena di gente sorridente.



Visitiamo la piazza principale con i portici, il viale principale ricco di negozietti di un certo livello e arriviamo fino alla coloratissima scalinata bianca e gialla che ci conduce alla Chiesa di San Cristobal, da cui si gode di uno spettacolare panorama sulla città.


  


  


Scendendo entriamo in qualche negozio e prendiamo del cibo per la serata, visto che dovremo fare la lunga e stancante strada percorsa all'andata per tornare a Palenque. Prima di ripartire però è d'obbligo una fermata al mercado de artisania della città: una specie di bazar al coperto con tantissime botteghine che vendono prodotti e oggetti tipici della zona a un prezzo irrisorio. Soddisfatti per gli acquisti effettuati, ripartiamo verso Palenque percorrendo a ritroso quella strada assurda.


DA PALENQUE A CHETUMAL

Il sito di Calakmul nella giungla più profonda e "l'inizio del Messico"

Da Palenque la strada 186 via Escarcega ci conduce, in 370 km e 5 ore circa, al sito archeologico di Calakmul, patrimonio dell'umanità. Dalla strada principale, lo svincolo ci porta al primo check point. Paghiamo l'ingresso (1,70€ a persona, più 3,50€ per l'auto) ed entriamo per raggiungere il sito: è necessario non arrivare troppo tardi all'ingresso perchè con l'oscurità il sito chiude. La strada che percorriamo è una stretta stradina in mezzo alla giungla: si devono fare 60 km nella penombra tra la fitta vegetazione (popolata da diverse specie animali), a massimo 30 km orari e con le luci spente. Dopo 20 km circa, un secondo check point prende nota della targa e della nostra nazionalità: in caso non ci dovessero vedere uscire, ci verrebbero a cercare. Gli ultimi 40 km li percorriamo con molta cautela, viste le condizioni non perfette del fondo e il restringimento della carreggiata. Parcheggiamo e accediamo al sito pagando un ulteriore biglietto di circa 2,80€ a testa. C'è un po' da camminare a piedi prima di arrivare ai primi edifici di questa metropoli maya, scoperta solo negli anni '30: tra giungla e animali selvatici, numerose piramidi, palazzi e steli (cosa inusuale rispetto alle altre rovine maya della zona).





Saliamo sulla piramide principale: da lassù sono impressionanti il panorama di giungla sterminata, a perdita d'occhio in tutte le direzioni, e il silenzio rotto solo dai versi degli uccelli e dalle scimmie che saltano da un albero all'altro. Splendido. Lo scenario merita tante fotografie.




Dopo la visita del sito, ripercorriamo in senso inverso i 60 km in mezzo alla giungla e riprendiamo la 186 verso Chetumal, nello stato del Quintana Roo. Arriviamo dopo 236 km e circa 3 ore e mezza di strada all' "inizio del Messico", come sottolinea una installazione sul lungomare della città, visto che siamo a brevissima distanza dal confine con il Belize.



Da Chetumal è possibile fare diverse escursioni in giornata: si può optare per le spiagge caraibiche nei villaggi di Mahahual (144 km, 2 ore di strada) o di Xcalak (200 km, 3 ore di strada) o per una escursione meno impegnativa alla Laguna di Bacalar (40 km, lungo la strada 307). Noi scegliamo quest'ultima soluzione. Arriviamo in circa 40' alla laguna seguendo la 186 e la 307 ed entriamo in un'area attrezzata con ombrelloni e sdraio sulla riva. Passiamo la giornata in completo relax, tra un drink, un pranzo al ristorante dell'area e un bagno nelle calme acque della laguna dal colore turchese e verde: la laguna di Bacalar è detta anche "dei sette colori" proprio per le numerose belle sfumature del colore delle sue acque.



In laguna è possibile anche fare una escursione in canoa o in lancia.


DA CHETUMAL A TULUM

Area archeologica, snorkeling sulla barriera corallina e la riserva di Sian Ka'an

Di nuovo tramite la 186 e la 307, da Chetumal ci dirigiamo verso Tulum. La strada passa attraverso grossi centri come Felipe Carrillo Puerto e ci conduce a destinazione in circa 3 ore. Appena arrivati, andiamo direttamente al sito archeologico, situato 3 km oltre il centro città. Parcheggiata l'auto, un chiosco informativo ci illustra le modalità di accesso al sito: 1) completamente autonoma, 2) con guida o 3) autonoma con successiva escursione in barca per fare snorkeling attorno alla "mesoamericana": la seconda barriera corallina al mondo per lunghezza, dopo quella australiana. Scegliamo quest'ultima opzione che include parcheggio, accesso al sito, escursione in barca, snorkeling e pranzo, pagando circa 68€. Il sito archeologico di Tulum, molto frequentato dai turisti, è diverso da tutti gli altri presenti nella penisola dello Yucatan: le rovine sono meno belle di altri siti ma ha la particolarità di essere direttamente sul mare e lo scenario è molto suggestivo.




Delle grosse iguane camminano liberamente tra le rovine.



Fa parte del sito la spiaggia più bella e fotografata di tutto il Messico: la playa grande è però chiusa per la deposizione delle uova di tartaruga, possiamo solo ammirarla, dall'alto e da pochi passi, ma non entrarci.




Dopo la visita delle rovine, famosissime, possiamo però andare sull'altra spiaggia del sito per fare un bel bagno tra le onde.



Poi ci spostiamo in un'altra spiaggia libera di Tulum, percorrendo un lungo tratto di strada a piedi (si può anche prendere un taxi apposito), da cui partirà la nostra barca per l'escursione in mare. Lasciamo le nostre cose all'interno di un chiosco con custode e ci imbarchiamo insieme al capitano della lancia e altri 4 turisti messicani. Il giro in barca è davvero bello: ci permette di ammirare le rovine maya dal mare, come un tempo le vedevano i pirati.



Indossiamo poi maschera, pinne e giubbotti arancioni e ci tuffiamo per un piacevole snorkeling sulla barriera corallina, nonostante il mare sia mosso e il tempo non sia dei migliori.



Un'altra bella escursione con partenza da Tulum è quella alla riserva della biosfera di Sian Ka'an: un ambiente unico al mondo, protetto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità. Noi abbiamo prenotato l'escursione con partenza da Tulum dall'Italia. In particolare abbiamo scelto l'escursione in pulmino fino all'imbarco nella laguna costiera in modo da fare gran parte del tragitto fino a Punta Allen in barca e non tutta via terra, molto più faticosa e lunga. Paghiamo 200€ e partiamo. In 30 minuti di strada dissestata raggiungiamo l'imbarco della nostra lancia. Saliamo in barca con la nostra guida e altre due turiste brasiliane. Il viaggio in laguna verso Punta Allen è meraviglioso: vediamo diverse specie di uccelli, tra cui cormorani e pellicani.



  


Sbarchiamo a Punta Allen dopo circa 1 ora di navigazione. Qui ci ristoriamo al piccolo ristorante del paesino e ci re-imbarchiamo su una lancia più grande per andare all'avvistamento di delfini appena fuori dalla laguna, in mare aperto. Siamo fortunati: tanti bellissimi delfini, anche 7 tutti insieme, ci regalano evoluzioni sotto e sopra il pelo dell'acqua.



Poi ci spostiamo in un altro punto per cercare di avvistare tartarughe caretta-caretta. Dopo una paziente attesa riusciamo ad avvistare un bellissimo esemplare.



Ripartiamo per un altro braccio di mare, vicino alla barriera corallina, dove abbiamo tempo per un nuovo snorkeling.



Dopo lo snorkeling, risaliamo in lancia e ci rechiamo alle piscine naturali: un tratto di mare con fondale basso e sabbioso, molto bello. Facciamo qualche foto e torniamo sulla barca che ci riaccompagna a Punta Allen, dove pranziamo a buffet. Poi riprendiamo la lancia per tornare indietro lungo la laguna, non prima di aver avvistato un coccodrillo nei presi del ponte che separa la laguna dal mare.



DA TULUM A CANCUN

Playa del Carmen e Puerto Morelos

Tra Tulum e Playa del Carmen si segue la strada federale 307. Il percorso è di 74 km e dura circa 1 ora. La zona costiera di Playa del Carmen è bassa e sabbiosa: lunghissime e ampie spiagge di sabbia bianca sono molto frequentate dai turisti, come il centro della città, ricco di locali in stile europeo. Proprio di fronte a Playa del Carmen, in pieno Mar dei Caraibi, l'isola di Cozumel è una meta molto gettonata per gli amanti dell immersioni. Una soluzione è quella di prendere un tour giornaliero con partenza da Playa oppure scegliere di alloggiare direttamente sull'isola.
Circa 35 km più a nord di Playa del Carmen, sempre lungo la 307, si trova Puerto Morelos, paesino sulla costa davvero carino a cui si arriva tramite strade comode e scorrevoli. Dalla piazza principale si vede il porticciolo con le barche attraccate. Sembra l'ideale per passare una bella giornata di mare.



Parcheggiamo in una strada laterale e entriamo in spiaggia prendendo 2 sdraio all'ombra di una palma. Il bagno in mare è splendido anche perchè c'è poca gente e la temperatura dell'acqua è favolosa.



CONSIGLI DI VIAGGIO


Dove abbiamo dormito

Kin Mayab, Cancun - INSUFFICIENTE. Camera di appoggio non molto confortevole e con rumori provenienti dall'esterno.

Villas Arqueologicas, Chichén Itzá - COMODO. Molto carino e dotato di un buon ristorante. La colazione è servita al tavolo e si può scegliere tra americana e continentale che comprende caffè, succo, frutta e pane tostato.

Best Western Hotel Maya Yucatan, Mérida - OK MA NON ALL'ALTEZZA DEL NOME. Un po' inferiore rispetto allo standard dei Best Western. Il bagno ha la finestra che dà sulle scale. Ma in generale un buon hotel, dotato di parcheggio in centro città.

Hotel Castelmar, Campeche - AFFASCINANTE. Bellissima residenza coloniale, ben arredata e colorata. Bello anche il cortile interno in cui è servita la colazione.

Hotel Chablis, Palenque - PIU' CHE BUONO. Molto bello, in una via curata e piena di localini ma allo stesso tempo immersa nel verde. Comodo il parcheggio e il ristorante/bar al piano terra.

Capital Plaza Hotel, Chetumal - CONFORTEVOLE. Grande hotel nel centro di Chetumal, dotato di ristorante, piscina, palestra e grande parcheggio privato. Un po' problematico l'accesso a causa di lavori in corso sulla strada principale. Camera pulita e spaziosa.

Hotel Marites, Tulum - MIGLIORABILE. All'inizio del paese, piccolo hotel con parcheggio interno. Si accede alle stanze da pianerottoli esterni. Carino. Un difetto: la colazione viene servita tardi, per cui chi deve uscire presto la mattina non ne può usufruire, anche se già pagata. Sempre a disposizione, comunque, un thermos con il caffè.

Cocos Cabanas, Playa del Carmen - SPERDUTO. Piccolo ma grazioso hotel-villaggio con camere bungalow, a due passi dalla spiaggia a nord di Playa del Carmen. Dotato di piscina e ristorante, ha il difetto di trovarsi in un punto difficile da raggiungere per indicazioni e indirizzo insufficienti. Altro problema, il fatto che il bungalow ha le zanzariere ma non le finestre, restando quindi aperto (può dare fastidio il rumore esterno in caso di vento). Comunque molto caratteristico e fuori dalla solita scelta turistica che caratterizza Playa del Carmen.

Hotel Margaritas, Cancun - BUONO. È abbinato ad un altro hotel molto più grande e lussuoso, di cui si vede la piscina passando per i corridoi di questo, ma resta comunque una buona sistemazione.


Dove abbiamo mangiato

Sanborns Cafè, Cancun - VARIO. Grande bar ristorante, provato per colazione. Molto fornito, servizio cortese, cibo di buona qualità.

La Parilla, Mérida - TURISTICO. Locale molto turistico, posto su una delle strade più battute, ma il tardo orario e la fame ci costringe ad accontentarci. Buon cibo, comunque, ma conto abbastanza caro.

Sorbetteria Colòn, Mérida - MUST. Rinomata sorbetteria e gelateria di Mérida, sul Paseo de Montejo. Ottimi i gusti chico zapote (cachi) e tamarindo.

Bar Pistache, Mérida - OTTIMA TORTA DI MELE. Ottima colazione. Nota particolare per la torta di mela e cannella e per la freschezza degli ingredienti.

Luz de Luna, Campeche - UNO DEI TANTI. Cibo buono sulla strada 59.

Choco'La, Campeche - IMPERDIBILE. Buona cioccolateria tipica. Notevole la cioccolata 85% senza latte.

El Huachinango Feliz, Palenque - PARTICOLARE. Poco visibile dall'esterno, all'apparenza una baracca anche dalle condizioni igieniche non perfette... Ma ottimo cibo a prezzo modico. L'attesa per trovare un tavolo libero vale davvero la pena: offrono un abbondante antipasto di pesce e le portate sono gustose e altrettanto abbondanti.

Pasticceria Oh La La, San Cristobal - DELIZIA. Ottima pasticceria all'inizio del viale principale. Torte buonissime e accostamenti speciali.

Taqueria Diaz, Chetumal - PER UN VERO TACO. Rinomato ristorante con specialità tacos, in tutte le salse e derivazioni. Ottimo cibo al giusto prezzo.

El pequeno Buenos Aires, Tulum - OTTIMA CARNE. Ristorante argentino sull'affollato viale principale di Tulum. Ottime specialità di carne alla brace. Prezzo un po' sopra la media messicana, con mancia obbligatoria.

Karma Bagel, Playa del Carmen - FAST FOOD VEGETARIANO. Panineria che prepara anche insalate e frullati, tutto di buona qualità e gusto. Gentilissimi i camerieri. Vegetariano/vegano.

Pelicanos, Puerto Morelos - BUON PESCE. Bel ristorante situato praticamente sulla spiaggia. I tavoli sono sistemati su una terrazza coperta a pochi passi dalla battigia. Molto gradevole il cibo, ovviamente con menù principalmente dedicato al pesce.

100% Natural, Cancun - BIO-ORGANIC FOOD. Ristorantino e rivendita di prodotti biologici in centro a Cancun. Menù ricco e di buona qualità, anche vegano.


Consigli utili

Utilizzate un buon repellente per le zanzare, specialmente quando visitate i siti nella giungla, come Palenque e Calakmul

Arrivate per tempo al sito di Calakmul: essendo in mezzo alla giungla, chiude per oscurità. Per una visita completa e sicura, non bisogna arrivare al primo check point dopo le 14.

Fate attenzione quando pagate in contanti: capita spesso che vi venga dato il resto sbagliato, più o meno volontariamente, soprattutto con i benzinai

Non utilizzate le poche autostrade a pagamento: le strade gratuite sono generalmente in buone condizioni

Non abbiate timore di accedere alle cascate di Agua Azul: i guerriglieri del Chiapas non ce l'hanno con voi, vi faranno pagare un biglietto e vi lasceranno passare. Niente paura!

Il piccante messicano è MOLTO più piccante del nostro: attenzione a scegliere cibi piccanti!

Se decidete di visitare San Cristobal de Las Casas, programmate almeno un pernottamento in loco. La città vale la pena visitarla ma se ci arrivate in macchina armatevi di pazienza: la strada da Palenque è lunga, intricata, problematica e lentissima. Un'alternativa può essere un volo interno per Tuxtla Gutierrez, l'aeroporto più vicino. Ricordatevi di portare vestiti pesanti: al calar del sole si sente il fresco della montagna

Se pensate di visitare il Chiapas, in particolare San Cristobal, fate i vostri acquisti di ricordini, ambra, cuoio e tutto quello che di meglio il popolo messicano può offrire proprio in questo stato: sia a Palenque ma soprattutto al mercatino della capitale si trova di tutto di qualità superiore e a prezzo inferiore

La città di Chetumal è ottima come punto di appoggio dopo aver visitato Calakmul e prima di proseguire per Tulum ma non rimanete più del necessario perchè la città non vale molto tempo

Se vi piace la natura e volete vedere il vero Messico, concentratevi sul Chiapas, sullo Yucatán e sul Campeche, evitando Playa del Carmen e Cancun che sono molto turistiche

Evitate di visitare i siti archeologici nelle ore più calde della giornata. I siti hanno di norma poche zone all'ombra e nei periodi più caldi dell'anno la calura potrebbe essere pericolosa

Standard elettrico: Presa d tipo A



Non può mancare in valigia

Scarpe comode ed estive per le escursioni nei siti archeologici
Costume da bagno e telo mare: tra cenotes e Mar dei Caraibi i bagni sono assicurati
Attrezzatura per snorkeling
Un buon navigatore gps accompagnato, per sicurezza, da una mappa cartacea
Una borsa impermeabile per riporre tutto quando si va ai cenotes



Da non perdere

L'escursione ai 3 cenotes di Cuzamá
Ogni sito archeologico ha il suo fascino ma da non perdere assolutamente quello di Palenque
La bellezza per certi versi esotica di Campeche
La visita di San Cristobal de Las Casas
La scalata di almeno una piramide maya
Cibo: il margarita, i tacos, le fajitas, le tortillas con salsa guacamole, i piatti d pesce, i fagioli neri, il vero piccante (con cautela!), il sorbetto di Merida, le birre Sol e Corona.

(A noi il cilantro - o coriandolo - di cui i messicani vanno pazzi, non è piaciuto davvero! Purtroppo è l'analogo del nostro prezzemolo perciò si trova dappertutto. Se non lo gradite, avvisate il cameriere quando ordinate, potreste essere fortunati e non ritrovarvelo nel piatto)



Spesa



UNESCO

Città preispanica di Chichén Itzá (dal 1988)
Città preispanica di Uxmal (dal 1996)
Villaggio storico fortificato di Campeche (dal 1999)
Città preispanica e parco nazionale di Palenque (dal 1986)
Antica città Maya di Calakmul (dal 2002)
Riserva della biosfera di Sian Ka'an (dal 1987)

Per questo viaggio ringraziamo: Katinka Travel, Giulia e Vanessa, per la professionalità e la sempre pronta disponibilità, Peppe per la custodia della nostra auto e i transfer all'aeroporto, i ragazzi dell'agenzia iTour Mexico per il servizio impeccabile e la disponibilità e la cordialità dimostrata fin dalle prime risposte via mail, Rodrigo e Nely per le chiacchiere, la gita a Cuzamá sul carretto condiviso e la birra mai presa, i benzinai di tutto il Messico per le informazioni, il controllore dell'aeroporto di Amsterdam che in un modo o nell'altro ci ha permesso di non buttare via la tequila regalo e infine.., Dio, per quell'episodio dell'autostrada contromano e il mancato incidente di Calakmul.